lunedì 26 settembre 2011

Dolce e Gabbana

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Una delle sfilate più attese del week end è stata quella di Dolce e Gabbana che non ha tradito le aspettative.
Una location allestita con luci e luminarie di una tipica festa patronale del sud Italia, scelta volta a sottolineare la voglia di ritornare alle radici d’infanzia di Domenico Dolce.
E di passarci attraverso la tradizione e le cose più semplici e caratteristiche.
La sfilata di Dolce & Gabbana è una rappresentazione di festa di un tipico spaccato di vita italiano che appartiene al background di vita di Domenico Dolce.
Un turbinio di stampe e colori, un vortice di verdure e fiori.
Fiori tra i capelli, acconciature elaborate e, persino, un paio di orecchini con i fusilli o le penne tanto per ribadire il concetto dell’orgoglio italiano.
Il tailleur è un piccante peperoncino, c’è pizzo mischiato con i pomodori o con cipolle.
Sessanta preziosi body chiudono lo show sulle note di “Mambo Italiano”nella versione di Sofia Loren.
Una delle sfilate più suggestive insieme a Prada.
Ospite acclamatissima è stata la bellissima Scarlett Johansson che ha scatenato il delirio dei fotografi.


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Micam. Debutta la linea Carlo Pignatelli Jolie calzature...

presenta in anteprima, dal 18 al 20 settembre in concomitanza con il , le sue collezioni di Uomo -declinate nelle linee Cerimonia, Classico e Outside – e Donna, Carlo Pignatelli Cerimonia Donna e Pret à Porter. Spicca il debutto della linea Jolie, una collezione easy chic pensata per le giovani fashion addicted.
Nella centralissima zona di Porta Volta, nello spazio elegante dedicato agli accessori e inaugurato lo scorso marzo, le calzature di Carlo Pignatelli risaltano per l’allure scenografica e sofisticata, un vero atout.
Per le giovani donne attente alle tendenze della moda, Carlo Pignatelli ha creato la Collezione Carlo Pignatelli Jolie 35 modelli dal carattere forte, ricercati, dall’appeal trasversale; una collezione che si sviluppa su 6 strutture, dal sandalo al plateau, con tacco 13 e una palette di colori che va dal beige ai tortora, dal denim al grigio, fino al verde e al nero per la parte elegante sera. Arricchite di accessori realizzati con pietre swarovski, perle colorate e vari colori di resine incastonate su metalli preziosi. Le calzature Uomo Primavera Estate 2012 di Carlo Pignatelli si declinano in tre linee principali, con collezioni distinte e integrabili, con contenuti di qualità, ricerca ed estetica: Cerimonia, Classico e
Outside. La Cerimonia si distingue per l’eleganza e per le linee aggressive dai tagli puliti in cui le forme non
eccessive sposano lo stile, senza dimenticare il comfort.
I modelli del Classico, dedicati alle occasioni speciali e al quotidiano elegante, pensati per il business man attento all’accessorio così come all’abito che indossa, sono contraddistinti dalle linee rassicuranti delle forme e da costruzioni artigianali che ne costituiscono un plus particolare. La linea Outside è caratterizzata da forme di tendenza, costruita con materiali e tagli frutto di ricerca assidua con proposte in continua evoluzione – tra tutti la lavorazione a cera persa – ; una linea giovane, ricca, senza compromessi.

lunedì 12 settembre 2011

I tatuaggi...i'm love it...

Il tatuaggio è stato impiegato presso moltissime culture, sia antiche che contemporanee, accompagnando l'uomo per gran parte della sua esistenza; a seconda degli ambiti in cui esso è radicato, ha potuto rappresentare sia una sorta di carta d'identità dell'individuo, che un rito di passaggio, ad esempio, all'età adulta.Nelle zone oceaniche (Polinesia, Nuova Zelanda) il tatuaggio viene eseguito tramite i denti di un pettine di osso che fermato all'estremità di una bacchetta (formando così uno strumento di forma simile a un rastrello), e battuto tramite un'altra bacchetta, forano la pelle introducendo il colore, ottenuto quest'ultimo dalla lavorazione della noce di cocco.
Gli Inuit usano degli aghi d'osso per far passare attraverso la pelle un filo coperto di fuliggine (la china, che artigianalmente e impropriamente si adopera per lo scopo è in fin dei conti una sospensione acquosa di fuliggine).

I giapponesi, con la tecnica detta "tebori", usano sottili aghi metallici e pigmenti di molti colori, ed introducono nella pelle sostanze di natura chimica diversa e di colore diverso. La tecnica giapponese prevede che gli aghi, fissati all'estremità di una bacchetta che viene fatta scorrere avanti e indietro (di forma simile a un sottile pennello), siano fatti entrare nella pelle obliquamente, con minor violenza rispetto alla tecnica polinesiana, ma comunque in modo abbastanza doloroso.

In Thailandia e Cambogia è in uso una tecnica, simile a quella giapponese, nella quale vengono utilizzate una diversa posizione delle mani del tatuatore e una bacchetta di lunghezza maggiore. L'angolo di introduzione degli aghi nella pelle è meno obliquo rispetto alla tecnica giapponese, ma il movimento della bacchetta è meno vigoroso.

Il tatuaggio occidentale viene invece eseguito tramite una macchinetta elettrica, cui sono fissati degli aghi in numero vario a seconda dell'effetto desiderato; il movimento della macchinetta permette l'entrata degli aghi nella pelle, i quali depositano il pigmento nel derma.

Infine, la tecnica americana (che è diventata la tecnica occidentale) che ricorre alla macchinetta elettrica ad aghi, determina sensazioni calde, vibranti, ma non eccessivamente dolorose, in alcuni casi piu' che dolore puo' essere definito un forte fastidio ma è dipendente comunque dalla sensibilità al dolore del soggetto e dalla zona corporea interessata. La componente della sofferenza segna una netta spaccatura tra il tatuaggio odierno, di stampo occidentale, e quello del passato, diffuso in Asia, Africa ed Oceania.

In tali contesti l'esperienza del dolore (che da noi viene rifiutata: qui è richiesta solo la tecnica americana) è fondamentale, in quanto avvicina l'individuo alla morte e la sopportazione del dolore diventa esorcizzante nei confronti della stessa. Oltre all'esperienza del dolore, è indispensabile la perdita di sangue. Il sangue è l'indicatore per eccellenza della vita: spargere sangue, in modo controllato e ridotto, quando si esegue un tatuaggio, significa simulare una morte simbolica.Tuttavia, la perdita di sangue durante il tatuaggio è presente in tutte le tecniche che prevedano un'incisione indelebile, è quindi presente anche se in misura contenuta nella stessa tecnica americana con macchinetta elettrica.

Tra le sostanze più usate ci sono il cinabro (usato per il rosso), il cromossido (per il verde) e il cobalto (per il blu) o polveri fini di minerali, oro o argento.


Personalmente adoro i tatuaggi in ogni loro forma...per adesso anche io ne possiedo uno...3 stelline sulla spalla, ma da qui a poco ne farò altri...uno riguardanti i miei cani e uno per il mio amore. perchè tra poco sarà il nostro 5° anniversario!

ciaoo kiss